JIMMY RIVOLTELLA

Torino 1974. Cresce artisticamente nello studio di Mattia Moreni.
Riportiamo il testo critico di Federica Jourdan che descrive bene cosa si prova davanti ad un’opera di Rivoltella.
“Il Barattolo di Neve – Federica Jourdan”
Una delle cose che, da sempre, mi incanta è la tecnica del collage: mi piace quella sensazione di “storia sospesa” tipica di questa tecnica che, fondamentalmente, raccoglie pezzetti di vita e materiali, anche molto lontani fra loro, per poi riassemblarli e farli vivere in una storia nuova, inedita. Il talento di chi fa un buon collage, secondo me, sta nel saper scrivere per immagini.
Beh! Qualche mese fa ho avuto la fortuna di vedere le opere di qualcuno che non solo ha saputo scrivere, ma ha addirittura composto piccole poesie. Jimmy Rivoltella è il nome di questo artista: fa collages di svariate dimensioni, ma quelli che in assoluto preferisco sono quadrati, piccoli piccoli e mi piacciono perché in quello spazio, che si è costretti a osservare da vicino, racchiudono tutto un mondo: fragile, crudo e crudele, passato, ma al contempo proteso al futuro; raccontano di guerra, amore, fanciullezza, scienza, umanità, tante piccole storie che mi incuriosiscono.
… E la mia mente vaga nel chiedersi cosa può esser successo un secondo prima ed un secondo dopo a quell’attimo di poesia ormai cristallizzato.
… E mi viene anche un po’ di magone nostalgico, per capirci: lo stesso che sovviene quando, inaspettatamente, ci si ritrova fra le mani una foto di se stessi, bambini.